July 25th, 2012

Gracias, Valencia.

Soltanto grazie.

July 24th, 2012

Gracias, Valencia (18)

Grazie soprattutto per le persone che mi hai fatto conoscere: il primo ragazzo conosciuto, un pugliese visto sobrio alla presentazione dei corsi e poi mai più per i nove mesi successivi, lo svizzero matto che balla la salsa, la coppia di calabresi esilaranti, il portoghese mezzo cinese che parla inglese da dio, le valenciane dolci e carine, il valenciano che mannaggiatte, mannaggia!, il toscano bonazzo pieno di tatuaggi, il genovese tonto ma buono, il genovese furbo ma stronzo, il romano che mi ha fatto dannare l’anima fino all’ultimo, il tizio che compare in parecchie delle mie foto e del quale ancora non conosco il nome, il messicano con il cuore più grande del mondo, le tedesche a lezione di inglese, gli inglesi dono del cielo a lezione di spagnolo, gli inglesi dell’addio al celibato, l’unico californiano non bello al mondo con la sua chitarra, gli amici in visita ad altri amici, i miei amici in visita che diventano amici di altri amici, il romano matto che fa il DAMS ma viene in Erasmus a fare cosa non si sa, il dirimpettaio di sopra, il dirimpettaio di fronte e il suo muscolo di Ken, il patito di corsa umbro e il suo quasi-gemello venezuelano, la bolognese bionda che capisce se dico rusco tiro, la valdostana più magra della terra, la genovese che aveva deciso fossi una zoccola e che poi forse ha cambiato idea, il sorriso contagioso della campana, la siciliana con le sue storie complicate di uomini e di donne, Barbie Cittadina del Mondo e il suo essere bionda e bella e intelligente e impossibile da non amare.

E poi la mia famiglia adottiva, le mie sorelle provenienti da mezza Italia e riunite sotto un ombrellone valenciano, che sono talmente belle che nemmeno ci sono parole per descriverle.

July 23rd, 2012

Gracias, Valencia. (17)

Grazie per avermi fatto piacere la birra, il cibo molto piccante, la sabbia (entro i limiti), prendere il sole (e non rintanarsi sempre sotto l’ombrellone), fare il bagno nel mare senza fare la doccia dopo, andare in bicicletta. Grazie per avermi fatto piacere perfino le persone.

July 22nd, 2012

Gracias, Valencia (16)

Grazie per una passeggiata fino a casa che avrei voluto non finisse mai, per un autobus posticipato e una notte in più a Valencia, per un compleanno su un balcone e una piscina improvvisata, per una notte intorno al fuoco e una serata di Europei. Grazie per tutte le foto che ho scattato, per quelle che avrei voluto scattare e invece, grazie per tutte le foto che mi hanno scattato. Grazie per i quattro abbracci al giorno che migliorano la giornata, i sorrisi, quelli sempre, le crisi, i litigi, i baci, gli occhiolini, i SI e i NO (più NO che SI), gli sguardi, i pensieri che ormai sono sincronizzati, le risate, quante risate!, ogni caduta e ogni rialzarsi. 

July 21st, 2012

Gracias, Valencia (15)

Grazie per San Juan, anzi, grazie per quel che mi ricordo di San Juan; per la lista della spesa che comprendeva molto più alcool di quanto non fosse il cibo, per i frigo di polistirolo che strabordavano ghiaccio che tu attraversaci la città con trenta birre e svariate bottiglie, per i falò, per gli orstetti alla vodka nella sabbia, per una seconda scatola di orsetti alla vodka, per le canzoni intorno al fuoco, per i baci intorno al fuoco, per il bagno di mezzanotte che perfortuna non ho fatto o sarei annegata, per le collane di fiori che non ci stanno mai male, per le foto che non dovrebbero uscire mai, per i racconti del giorno dopo (e delle settimane a venire).

July 20th, 2012

Gracias, Valencia (14)

Grazie per Fallas, per le bestemmie tirate in Fallas, per ogni botto scoppiato sotto casa e maledetto, per la febbre a 40 mentre tutti si ubriacavano, per i tre giorni che ho dovuto far valere come due settimane, per la cremà a plaza Ayuntamiento, per lo zucchero filato, per la mini Tour Eiffel a Ruzafa, per il diluvio universale nel momento esatto in cui si spegne l’ultimo incendio, per i chupitos post-Fallas.

July 19th, 2012

Gracias, Valencia. (13)

Grazie per la palestra dietro casa, per il corso di aero-salsa, per Barbie Cittadina del mondo che mi trascina ad aero-box e a momenti muoio lì, per i chilometri sul tapis roulant, per le volte che mi sono ripromessa di andare a correre e che poi alla fine è stata una sola. Grazie per quei pantaloncini azzurri troppo corti e scomodissimi comprati per sembrare figa, per il completo color ApeMaia; grazie per la piscina ad Angel Guimerá, per la palestra prima della piscina, per la sauna dopo la piscina, per il dopo-piscina

July 18th, 2012

Gracias, Valencia. (12)

Grazie per le giornate passate in spiaggia da marzo in poi finché il vento non ci cacciava via prepotente, per le passeggiate in riva al mare piene di confidenze, per i pomeriggi di shopping sfrenato, per le avventure in aeroporto, per le avventure ad Albufera, per la paella in riva al mare con il mio papà, per le tapas in centro con i miei nonni.

July 17th, 2012

Gracias, Valencia. (11)

Grazie per le feste in casa in cui l’unica cosa a mancare era sempre e comunque l’acqua, per le serate a ballare che finivano presto, sì, però la mattina dopo, per i ritorni in taxi con i complimenti degli autisti per l’accento spagnolo (o a volte anche per l’ottimo italiano), per le cene italiane dopo le quali potevi pure rotolare fino a casa. Grazie per le serate in casa con un film che poi finiva per non essere mai visto (ma i pop corn venivano mangiati lo stesso), per le Domeniche inesistenti con la sveglia alle tre del pomeriggio, per le giornate passate a dormire e mangiare. E basta.

July 16th, 2012

Gracias, Valencia. (10)

Grazie per i tuoi locali al porto, le discoteche alla Ciutat de les Arts i Ciencies, i baretti al Carme, le serate Erasmus a Polo i Peyrolon, a Plaça Honduras e a Plaça Xúquer. Grazie per i chupitos pericolosi del JamonSession e per i baristi pazienti che raccattano i vetri dei bicchieri rotti, per il signore del Rincón Latino che ci fa scrivere sul bancone coi gessetti, per la tequila già ubriachi del Mya, per il caldo disumano del Gandhara nonostante l’aria condizionata a manetta, per gli incontri folli alla Bolseria, per gli aperitivi della domenica al Mist o al Vivir Sin Dormir, per le foto di rito davanti all’entrata de Las Animas, per i botellon furtivi alla Malvarosa, per i caffé da Roberto (ma anche per gli spritz), la Guinness alla Barraca (che lo spritz non lo sanno fare).

July 15th, 2012

Gracias, Valencia. (9)

Grazie per la pizza di Domino’s, il Tower di KFC, lo snackbox del Burger King, i gelati di Haagen Daazs, i noodles di Lemon Grass, il cinese a domicilio, i Montaditos e le jarras di tinto il mercoledì sera, i buffet interminabili di Neco, le tapas ovunque, il sushi a casa, il sushi da Miss Sushi, il sushi da Osaka, il sushi sempre e comunque.

July 14th, 2012

Gracias, Valencia. (8)

Grazie per le partite dell’Italia viste in terra avversaria, per dodici italiani e un venezuelano nel mio salotto, per le lattine di birra che non erano mai abbastanza, per le tonnellate di patatine fatte fuori dalla tensione, per le cene tutte italiane post-vittoria, per il trucco tricolore improvvisato e pian piano migliorato, per la cabala prima di ogni partita, per i posti assegnati, per l’inno cantato a squarciagola tutti insieme, per la bandiera comprata per la finale (che ora sta appesa sul mio balcone), per i cori infiniti di ‘Yo soy español’ a cui ogni tanto volevo aggiungermi.

July 13th, 2012

Gracias, Valencia. (7)

Grazie per la musica orribile che mi hai fatto ascoltare, ballare e a volte anche amare; grazie anche per la musica bella che mi hai dato l’occasione di conoscere, anche se spesso con un aiutino dall’Italia. Grazie per le canzoni ascoltate da balcone a balcone, per la radio perennemente accesa in spiaggia, per le cuffiette salvavita nei tragitti infiniti da e per l’aeroporto, per gli Shazam di roba inascoltabile, grazie per il concerto più tamarro mai ascoltato in vita mia. 

July 12th, 2012

Gracias, Valencia. (6)

Grazie per la Playa de la Malvarrosa, che altro che Riviera Romagnola, grazie per le quintalate di sabbia che mi sono ritrovata in bocca, nelle orecchie, dentro la doccia, in balcone, grazie per i giocatori di beach volley, grazie per i racchettoni comprati e mai usati. Grazie per il mare d’inverno, con la spiaggia che al tramonto diventa rossa, per le serate a guardare le stelle cadenti, per la passeggiata notturna più corta della storia. Grazie per il lungomare dalle bandiere del porto fino alla Patacona, per le camminate nell’acqua a cercare qualche SI in mare, grazie per i Maxibon Cookies a metà pomeriggio, grazie per i pranzi con i panini con la parmigiana di melanzane e la frittata di pasta, da veri italiani.

July 11th, 2012

Gracias, Valencia. (5)

Grazie per la Ciutat de les Arts i Ciencies, quel posto magico dove portare gli amici in visita per stupirli, per il Museo Principe Felipe con i supereroi Marvel, per il ponte di Calatrava, quella roba bianca, altissima e tamarrissima che starei a fissare per ore. Grazie per tutti i chilometri del Cauce del Turia, che li ripercorreresti avanti e indietro senza stancartene mai, per le fontane di Plaza del Ayuntamiento e le panchine di Plaza de la Reina.